Iva agevolata per la tua ristrutturazione: ecco come non farti fregare

Iva agevolata per la tua ristrutturazione – ecco come non farti fregare

Il metodo più facile per tagliare l’IVA al 10% per le ristrutturazioni che nessun altro ti dirà mai.

 

Sapevi che puoi applicare l’Iva agevolata sui lavori di ristrutturazione?

Sicuramente l’avrai già sentito, ma sono anche sicuro che non sai esattamente cosa fare!

E siccome parliamo di cifre consistenti, il risparmio può essere a 5 cifre.

Esatto, hai capito bene: se sai come fare, puoi tenerti in tasca ALMENO 10.000€.

Vale perciò la pena di approfondire per non commettere errori o rimanere fregati.

Adesso voglio spiegarti tutto quello che devi sapere per pagare solo il 10% di IVA e sfruttare al massimo questa agevolazione.

 

Cos’è l’IVA agevolata ?

 

L’I.V.A. come ben sai è l’Imposta sul Valore Aggiunto, in parole povere una tassa che versiamo allo Stato pari al 22% di quello che paghiamo.

Purtroppo per noi è destinata a salire sempre di più, ma non sei sempre tenuto a pagare questo famoso 22%.

Qui arriva l’Iva agevolata.

Per le ristrutturazioni, “interventi di recupero del patrimonio edilizio”, infatti è possibile usufruire dell’Iva agevolata al 10%, come sancito dalla legge 191/2009 (la finanziaria del 2010).

 

Forse in futuro l’IVA agevolata cambierà…

Al salire dell’Iva sono previsti aumenti anche nelle aliquote IVA agevolate.

Fortunatamente la legge di bilancio del 2018 l’ha congelata al 10% per il 2018, anche se era previsto un aumento.

Nel 2019 si innalzerà all’11,5% e nel 2020 al 13%.

Non posso sapere se queste previsioni saranno confermate, ma è bene che ti avvisi in tempo se vuoi approfittarne prima che cominci a salire!

 

Quando si applica l’Iva agevolata al 10%

 

Abbiamo detto che si può applicare per interventi di ristrutturazione…

Ma all’interno della grande categoria degli “interventi di recupero del patrimonio edilizio”, ci sono diverse possibilità.

Prima condizione perché tu possa godere di questa agevolazione, l’immobile deve essere per uso abitativo.

Sono quindi esclusi tutti gli esercizi commerciali e gli usi diversi da quello abitativo.

Iva agevolata per la tua ristrutturazione

 

Inoltre dovrai assicurarti che i lavori che intendi fare rientrino in 1 di queste 4 categorie:

  • Manutenzione ordinaria
  • Manutenzione straordinaria
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia

Se non sai in quale categoria collocare la ristrutturazione della tua casa, è meglio che ti rivolga al geometra, architetto o ingegnere che segue il tuo intervento.

Tuttavia ho pubblicato un articolo su come capire a quale categoria appartiene la tua ristrutturazione, scritto con l’aiuto del l’architetto del nostro gruppo di lavoro, Paolo Tamiati.

4 categorie quindi, ma per capire l’Iva al 10% suddividiamole in 2 gruppi.

La prima categoria comprende la manutenzione ordinaria e straordinaria (1 e 2)

La seconda invece comprende restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (3 e 4)

 

Come mai ti dico questo?

Perché l’applicazione dell’Iva agevolata cambia leggermente tra la prima categoria e la seconda.

Andrò con ordine! Seguimi con attenzione, fidati che è semplice.

 

L’iva agevolata per la manutenzione ordinaria e straordinaria

 

Partiamo con una regola generale:

REGOLA NUMERO 1

L’Iva al 10% si applica sul servizio (la manodopera) e sui beni (materiali edili).

 

Per ristrutturare una casa, come saprai, nei costi sono compresi le opere edili
e impiantistiche (la manodopera) e sono necessari ovviamente i materiali (o beni).

Le opere edili e impiantistiche sono in sostanza il lavoro che fanno gli operai e gli artigiani.

I materiali o beni sono tutto ciò che è necessario per realizzare questo lavoro: dal cemento che compone il massetto, al tubo dell’impianto idrico alla piastrella.


Tu dirai, “Quindi l’IVA agevolata la applico praticamente su tutto, no?”

L’iva agevolata per la manutenzione ordinaria e straordinaria

Quasi…

Perché non tutti i beni o i materiali sono uguali.

C’è infatti una seconda regola molto importante: quella che riguarda i “beni di valore significativo”.

Ecco cosa dice l’Agenzia delle Entrate:

“Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si
applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione
considerato al netto del valore dei beni stessi.
In pratica, l’aliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo
della prestazione e quello dei beni stessi.”

 

Ci hai capito qualcosa?

Sicuramente è un italiano molto poco scorrevole e giuridico. Tutto questo lo trovi nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

Ma in sostanza ecco cosa vuol dire:

REGOLA NUMERO 2

Per i beni significativi è possibile applicare l’Iva agevolata al 10%, ma SOLO per un valore massimo che corrisponde al pari del valore della manodopera più quello dei materiali

Ne consegue che solo per quello che eccede si applicherà l’Iva al 22%. (Chiariamo meglio dopo con un esempio…)

Ma c’è ancora una questione irrisolta…

 

Cosa caspita sono questi “beni di valore significativo”?

 

La stessa agenzia delle entrate ci svela il mistero, i “beni di valore significativo” sono solamente:

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni e interni
  • caldaie
  • videocitofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
  • sanitari e rubinetteria da bagni
  • impianti di sicurezza.

E basta.

Per tutti i beni non-significativi si applica sempre l’iva al 10%, purchè sia l’impresa ad acquistarli (continua a leggere, dopo chiariamo questo punto).

Ma noi sappiamo che sanitari, infissi ed altri beni significativi sono spesso presenti quando si fa una ristrutturazione (nello specifico una manutenzione ordinaria e straordinaria) !

Non sono da considerarsi come beni di lusso, come si pensa leggendo il nome …

 

Tuttavia per applicare l’Iva agevolata si segue la regola numero 2 che ti ho spiegato prima: per i beni non significativi l’iva al 10% si applica per un valore fino al pari del costo dei lavori.

Quindi stando alle regole, attento a farti i conti per bene!

Tutto quello che ho detto fino ad ora è valido con queste due condizioni:

  1. l’IVA agevolata sulla manutenzione ordinaria e straordinaria non si applica alle prestazioni professionali. Insomma la fattura dell’architetto avrà l’IVA al 22%,
  2. Che tutti i “beni” o i materiali siano acquistati da chi esegue i lavori.

L’iva agevolata per la manutenzione ordinaria e straordinaria

Quindi questo vuol dire che, se vuoi godere di questa aliquota agevolata, non puoi comprarti da solo la caldaia, ma dovrai accordarti con l’impresa che esegue i lavori.

Chiaro?

Ora voglio farti due esempi pratici di come poter applica l’IVA agevolata per la tua manutenzione ordinaria e straordinaria:

 

ESEMPIO NUMERO 1 :

Ti porto l’esempio di Diego e Giorgia che hanno voluto riammodernare il bagno interamente, nel contesto di una manutenzione straordinaria nella loro casa.

La manodopera più tutti i materiali per l’installazione (beni non significativi) ammontavano a 6.130 €.

La nostra azienda ha acquistato rubinetti e sanitari (quindi beni significativi) per un valore di 5.640 €.

Ricapitolando

  • Manodopera e beni non significativi (materiali): 6.130 €
  • Beni significativi: 5.640 €
  • Totale (senza iva): 11.770 €

Calcoliamo insieme l’IVA:

Sui 6.130 € di manodopera e beni non significativi applichiamo sicuramente l’IVA al 10%.

Ma per i beni significativi? Basta fare un semplice calcolo.

Sappiamo che l’aliquota iva al 10% sui beni significativi può essere applicata SOLO fino ad un importo uguale all’importo complessivo dei lavori (manodopera + materiali).

In questo caso corrisponde a 6.130 €.

Ma la spesa che abbiamo sostenuto per i beni significativi (5.640 €), è inferiore!

Quindi può essere applicata per intero l’iva al 10%.

Alla fine la spesa totale a cui andremo incontro, iva compresa, sarà di
12.947 €.

 

ESEMPIO NUMERO 2 :

Un’altro caso che ti voglio mostrare è quello di Gianna.

Siamo sempre dentro una manutenzione straordinaria, dove Gianna voleva sostituire 5 porte del suo appartamento in centro.

Abbiamo scelto insieme a lei ed acquistato noi gli infissi (quindi beni significativi) per un valore di 2.108 €.

Il costo di installazione, cioè la manodopera ed i materiali le sono costati invece 375 €.

Quindi:

  • Manodopera + beni non significativi (materiali): 375 €
  • Beni significativi: 2.108 €
  • Totale (senza iva): 2.483 €

Come prima applichiamo subito l’Iva agevolata al 10% per i 375 € che corrispondono alla manodopera ed i materiali.

Questa volta però ci accorgiamo che il valore dei beni significativi supera quello della manodopera e dei materiali.

Quindi per i beni significativi dobbiamo dividere l’importo così: possiamo applicare l’Iva al 10% agevolata solamente per i 375 € ( dei 2.108 €).

Ma ci restano 1.733 € (2.108 € – 375 € ). Per questi applichiamo l’Iva al 22%.

Quindi 750 € (375 + 375) con l’Iva agevolata al 10% = 825 €

Ed i 1.733 € con l’Iva al 22% = 2114,26 €

Il totale è di 2939,26 € !

 

Questo ragionamento vale per tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Per quanto riguarda i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione le regole cambiano leggermente.

 

L’iva agevolata per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

Anche in questo caso possiamo applicare l’Iva agevolata al 10% ma solamente per:

  • La manodopera (la prestazione dell’impresa)
  • L’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi
  • I beni finiti

Una prima differenza che si nota subito è che L’IVA agevolata al 10% non è applicabile sulle materie prime e semilavorati.

La seconda differenza sono questi “Beni Finiti”.

Leggiamo cosa dice l’Agenzia delle Entrate:

“L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).“

 

Quindi sono beni finiti (quindi l’IVA al 10% è applicabile ) tutti quegli elementi che anche se separati dalla costruzione possono essere individuati e sostituiti facilmente senza danneggiare la struttura.

Inoltre non c’è più la restrizione su chi acquista i materiali ed i beni finiti.

Che li acquisti l’impresa o chi commissiona i lavori è uguale: l’agevolazione è possibile in entrambi i casi.

E le piastrelle come le consideriamo?

Secondo la legge piastrelle, mattonelle, pianelle sono tutte da considerarsi beni non finiti, quindi rientro nei materiali edili ed in questo caso l’IVA sarà al 22%.

Ma c’è un modo per riuscire ad applicare l’IVA al 10% che rivelo solo ai miei clienti…

 

L’ultimo tocco per avere tutte le carte in regola

 

Ultimo punto importantissimo che devi assolutamente rispettare se vuoi sfruttare L’IVA agevolata al 10% è l’autocertificazione.

Niente paura, è molto semplice compilarla.

La dovrai presentare all’impresa edile che acquista o al rivenditore che fornisce i beni.

Questa dichiarazione dice che gli interventi che l’impresa dovrà eseguire o i beni che stai per acquistare rientrano in uno dei casi previsti dalla legge per cui è possibile beneficiare dell’IVA ridotta al 10%.

iva agevolata autocertificazione autodichiarazione

Per chiarirti che non è nulla di complicato ti voglio dare libero accesso a due autodichiarazioni già pronte solo da compilare:

Ricordarti anche che dovrai avere tutti i permessi di ristrutturazione in regola, in questo articolo trovi tutto quello che devi sapere su quali permessi da richiedere (l’ha scritto il nostro architetto).

Quindi per finire ricordati queste 3 cose fondamentali:

1 – Attento alla fatturazione

Contabilizza, o fai contabilizzare, tutto con precisione per essere sicuro di poter beneficiare al massimo di questa aliquota al 10%.

2 – Ricordati dell’autodichiarazione

Questo è un requisito senza il quale non potrai andare avanti se vuoi risparmiare.

3 – Scegli un’impresa edile competente e trasparente

Mai sottovalutare la professionalità e il ruolo cruciale di chi svolge i lavori, affidati in buone mani ed alla luce della legalità!

 

Ecco questo è tutto quello che devi sapere sull’Iva agevolata al 10% e sulla sua applicazione nei diversi casi.

Se stai pensando di ristrutturare casa e approfittare dell’Iva agevolata (finché c’è), la nostra azienda ha qualcosa di rivoluzionario da mostrarti.

Non fare nulla di avventato,

prenditi del tempo

e leggi subito questa lettera che ho scritto io stesso.

Potrebbe essere la svolta decisiva per la ristrutturazione di casa tua !

2 commenti su “Iva agevolata per la tua ristrutturazione – ecco come non farti fregare”

  1. Buongiorno nel 2012 ho ottenuto il permesso di ampliare la mia casa ma ho potuto realizzarlo solo adesso nel 2018 dopo che il permesso era scaduto. Ora sto mettendo gli infissi posso ancora avere l’Iva al 10 ? L’architetto mi dice di no perché ormai i termini sono scaduti . Grazie

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